mercoledì 3 dicembre 2014

Perché è importante viaggiare

Oggi leggendo il Magazine scambieuropei.info mi sono soffermata su un articolo che ha attirato la mia attenzione perché parla di viaggio, cultura, emozioni...insomma in tema con il mio Blog viaggioemozionale.
E voi perché viaggiate ?

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Oggi mentre stavo guardando per l’ennesima volta il film “Into the wild” mi sono posta questa domanda: perché l’uomo ha bisogno di viaggiare? Quali sono le ragioni che lo spingono a muoversi? Di cosa va in cerca? Perché alcuni sentono un bisogno irrefrenabile di partire mentre altri no? Se ci interroghiamo sul senso del viaggiare dobbiamo rispondere a tutta una serie di domande tutt'altro che semplici o banali che riguardano direttamente la natura dell'essere umano e che vanno dagli aspetti antropologici (il viaggio dal punto di vista filogenetico e all'interno delle varie culture e periodi storici) fino alle caratteristiche del viaggiatore moderno e che comprendono sia i fattori psicologici (emotivi, sociali, cognitivi, motivazionali) sia quelli più legati all'ambito turistico (economici, culturali, geografici).

Molte possono essere le ragioni che spingono ad intraprendere un viaggio. C'è un bisogno di conoscenza, il desiderio di scoprire ed imparare non leggendo i libri, ma attraverso un'esperienza diretta in prima persona. C'è a volte un senso di irrequietezza, intesa come bisogno di conoscere sempre cose nuove, allargare i propri orizzonti. Forse il viaggiare è un modo per conoscere gli altri e attraverso gli altri, se stessi.

Gli uomini si sentono spesso chiusi in ruoli sociali, lavorativi che finiscono per permeare la propria identità: il viaggio può essere un modo per scoprire altri aspetti della propria identità che nella vita quotidiana non riescono ad emergere. Il viaggio reale si accompagna allora ad un viaggio interiore, un viaggio alla ricerca di se stessi. Dunque può esserci il coraggio di lasciare le sicurezze ma anche la necessità di uscire da una quotidianità percepita come soffocante, allora il viaggio diventa una fuga dalla realtà, un momento in cui si può sognare e dove tutto può succedere. In questo modo il viaggiare diventa un potente fattore rigenerante, una droga naturale e non pericolosa.

"C'è chi fugge felice da una patria obbrobriosa, chi dall'orrore della propria culla; altri astrologhi annaspanti negli occhi di una donna, tirannica Circe dai profumi fatali, per non mutarsi in bestie s'inebriano di spazio e di luce e di cieli fiammeggianti: il gelo che li morde, il sole che li brucia cancellano adagio il marchio di quei baci." (Charles Baudelaire, I fiori del male, 1857)

Durante un viaggio si vivono emozioni e sensazioni che restano impresse nella memoria in modo particolare, spesso vengono ricordate nei minimi dettagli soprattutto se condivise con altre persone, e perciò contribuiscono a rafforzare i legami. Ci sono persone che hanno instaurato dei forti legami di amicizia dopo aver intrapreso un viaggio insieme e che continuano a rimanere legati emotivamente a quell'esperienza anche a distanza di tempo. Ci sono viaggi che cambiano la vita, dove scopri posti in cui avresti sempre voluto abitare e persone con le quali avresti sempre voluto vivere. C'è il viaggiare senza mai ritornare, come chi si sposta continuamente senza mai trovare un luogo dove metter le radici, dove le mete si susseguono nella ricerca di qualcosa di nuovo.

"Mai veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "Andiamo", e non sanno perchè." (Charles Baudelaire, I fiori del male, 1857)

Due sono le fasi fondamentali del viaggio: la partenza e il ritorno. La partenza, con il carico di aspettative, motivazioni, fantasie, sogni, speranze; il ritorno, l'elaborazione dell'esperienza, la memoria, il piacere del ritorno a casa, il racconto del viaggio. E poi ancora al ritorno si pensa già ad un'altra partenza, un'alternarsi continuo tra due desideri apparentemente contrastanti ma che ben si conciliano nello spirito del viaggiatore: da una parte la voglia di muoversi, scoprire, rischiare, sentirsi liberi e dall'altra il desiderio di stabilità, ricerca di sicurezze e di prevedibilità.

Il viaggio è lo strumento che rende possibile far convivere queste spinte altrimenti inconciliabili.

Vi lascio cari lettori con questo aforisma...


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Angelica Scarponi

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